venerdì, aprile 04, 2008
sabato, marzo 29, 2008
L'islam moderato

Magdi Allam si è convertito al cristianesimo attraverso un Reality Baptism officiato da un noto conduttore televisivo, diventando Magdi Cristiano Allam.
Malcom X si congratula con il vicedirettore del corriere e gli fa sapere che la soluzione acida che rende i capelli da negro lisci come un chiodo è in vendita in tutte le mercerie del Bronx
Michael Jackson, colto alla sprovvista da una decisione tanto inaspettata da parte del noto giornalista, fa sapere che lui, dal canto suo, si sottoporrà al primo intervento nella storia di trasfusione totale:
La sostituzione completa del suo sangue negro con quello di un colono israeliano.
Berlusconi infine esprimendo rammarico per non avere più l'opportunità di convertirsi in nulla, dal momento che lui lo è già stato, annuncia, dal tettuccio della sua automobile, che intende capeggiare una cordata tutta italiana che si recherà alla mecca e comprerà la sacra pietra nera dell'islam per risolvere definitivamente il conflitto di interesse esistente tra le principali religioni monoteiste.
mercoledì, marzo 26, 2008
Tanti auguri
Se la pasqua è intesa come una scusa per sentirsi e farsi un abbraccio, benvengano gli auguri.
Se invece è intesa nel senso che:
siccome sto famoso socialista de Gesù che si era fatto da solo,
E’ stato giustiziato in quanto protestava perché Magdi Allam potesse avere un Santo battesimo,
e tutti hanno messo la sua immagine di sofferenza in tutte le strade,
e il terzo giorno è resuscitato senza nemmeno aspettare il 14 aprile,
e quindi bisogna essere tutti entusiasti,e si devono sgozzare agnellini freschi freschi di latte e cospargere le porte de quelli che ce stanno sul cazzo con il loro sangue vergine,
in questo caso...AUGURI RESPINTI!
Chè ne ho abbastanza delle menzogne della politica…
venerdì, marzo 21, 2008
L'anima del mondo
E' bello quando non c'è bisogno di parole,
come due bambini piccoli che ancora non si capiscono e non si esprimono ma riescono a sorridersi,
come quando i cani si ingeguono in mezzo agli alberi e si rotolano nel terreno,
come quando due persone si stimano e convivono senza il bisogno di parole,
come gli amici di sempre...
Cohelo mi pare che parlasse dell'anima del mondo come di quella lingua universale che ti mette in contatto con tutti gli esseri della terra senza il bisogno di parole e ti trasmette la vita,
io non lo sò, però sò popo bbelli l'amichi mia!
Esta muy bien cuando no se nececitan palabras,
como los niños, que todavia no se comprenden y no pueden espresarse pero consiguen sonreirse,
como los perros que echan carreras en el bosque y se revuelcan en la tierra,
como cuando dos personas se respetan y viven juntos sin la menor nececidad de hablar ni de entenderse,
como los amigos de siempre...
Cohelo creo haya hablado del alma del mundo, como de aquella lengua universal que te pone en contacto con todos los seres de la tierra sin la necesidad de hablar, y te trasmite la vida,
yo no se, pero son chulos mis amigos!
C'est genial quand il n'est pas nècessaire de mots,
comme les enfants, qui ne se comprennent pas encore et qui ne peuvent pas s'exprimer mais qui seulement se sourient.
comme les chiens qui font des courses dans les chemins des foret et se roulent dans la boue,
comme quand deux personnes se respectent et vivent ensemble sans la moindre necesite de se parler ni de se comprendre,
comme les amis de toujours...
Cohelo je crois qu'il faille parler de l'ame du monde, comme une langue universel qui met en contact tous les etre sur terre sans necesite de parler et de transmettre la vie, je le sais, mais il sont enormes mes amis.
come quando i cani si ingeguono in mezzo agli alberi e si rotolano nel terreno,
come quando due persone si stimano e convivono senza il bisogno di parole,
come gli amici di sempre...
Cohelo mi pare che parlasse dell'anima del mondo come di quella lingua universale che ti mette in contatto con tutti gli esseri della terra senza il bisogno di parole e ti trasmette la vita,
io non lo sò, però sò popo bbelli l'amichi mia!
Esta muy bien cuando no se nececitan palabras,
como los niños, que todavia no se comprenden y no pueden espresarse pero consiguen sonreirse,
como los perros que echan carreras en el bosque y se revuelcan en la tierra,
como cuando dos personas se respetan y viven juntos sin la menor nececidad de hablar ni de entenderse,
como los amigos de siempre...
Cohelo creo haya hablado del alma del mundo, como de aquella lengua universal que te pone en contacto con todos los seres de la tierra sin la necesidad de hablar, y te trasmite la vida,
yo no se, pero son chulos mis amigos!
C'est genial quand il n'est pas nècessaire de mots,
comme les enfants, qui ne se comprennent pas encore et qui ne peuvent pas s'exprimer mais qui seulement se sourient.
comme les chiens qui font des courses dans les chemins des foret et se roulent dans la boue,
comme quand deux personnes se respectent et vivent ensemble sans la moindre necesite de se parler ni de se comprendre,
comme les amis de toujours...
Cohelo je crois qu'il faille parler de l'ame du monde, comme une langue universel qui met en contact tous les etre sur terre sans necesite de parler et de transmettre la vie, je le sais, mais il sont enormes mes amis.
lunedì, marzo 17, 2008
Letto Matrimoniale
Vantaggi del letto matrimoniale:
- dormire a 4 di bastoni
- poter fare i tuffi carpiati senza limiti di spazio
- Dormire per una settimana da un lato e la successiva dall’altro senza dover cambiare continuamente le lenzuola
- Poter fare il kamasutra con i cuscini: uno dietro la testa e l’altro sotto il culo, uno tra le braccia e l’altro di lato, uno sopra l’altro ed entrambi sotto...
- Dormire da un lato e fare deposito vestiti sporchi dall’altro
- Poter dormire ogni sera con una ragazza diversa
Svantaggi del letto matrimoniale:
- Addormentarsi diritto e svegliarsi caposotto
- Cascare fra i due materassi che si aprono mentre tu ti diletti nel fare i tuffi carpiati
- Arrivare alla fine delle due settimane con le formichine tutte in fila a rosicchiare le briciole delle crostatine che hai mangiato
- Dover risvegliare ogni mattina l’arto che è rimasto asfissiato dalle evoluzioni con i cuscini della notte precedente
- Dover periodicamente fare lo smaltimento e l’eventuale riciclo della montagna di vestiti accumulati nel corso del mese sul lato del letto inutilizzato.
- Poter dormire ogni notte con una ragazza diversa ma risvegliarsi sempre abbracciati alla fottuta montagna di vestiti sporchi.
domenica, marzo 09, 2008
Testamento di Momo

Semmai nella mia vita dovesse capitare che io faccia cose grandiose,
se dovessi fare miracoli, moltiplicare la roba: i pani, i pesci, le tredicesime, i bucatini all'amatriciana...
Se sul mio corpo, un giorno, dovessero per caso apparire i segni inequivocabili della passione di Cristo, o ancora che una mia foto si mettesse a piangere sangue...
Se dovessi, insomma, diventare santo (anche se tutto sommato non credo proprio)
DIFFIDO UFFICIALMENTE LA CHIESA CATTOLICA DAL RIESUMARE IL MIO CADAVERE DOPO LA MIA MORTE ED ESPORLO CO' TUTTE STE' FRATTAGLIE DE FORI A SCOPO DI LUCRO, PER SODDISFARE LA INSANA CURIOSITA' DEI FEDELI O PER INCREMENTARNE IL PROSELITISMO. Ai sensi degli artt. 410 (vilipendio di cadavere), 407 (vilipendio di sepolcro) e 413 (uso illegittimo di cadavere) del Titolo IV (Delitti contro il sentimento religioso e la pietà dei defunti) del Libro Secondo del codice penale.
Notizia
Notizia
mercoledì, marzo 05, 2008
LE QAEDATE ROSSE
lunedì, marzo 03, 2008
Genova2008
...Un altro morto è possibile
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=79086">Notizia
venerdì, febbraio 29, 2008
E la morale?
Insomma nel bosco ci stavano le formiche e le cicale.
Le formiche lavoravano tutto il giorno, schioppandosi un sacco di strada, arrampicandosi ovunque senza protezione e trascinando fino al formicaio le briciole che il bosco lasciava loro.
Le cicale passavano la giornata a non fà un cazzo, quando c'avevano fame andavano alla casa delle formiche, che tanto stavano tutte in fila a lavorare, e se fregavano il cibo che queste avevano messo da parte; tutto il resto del tempo si mettevano sugli alberi a cantare, scandendo, con il loro ritmo autistico, il tempo a tutti gli esseri del bosco.
Alla sera osservavano stupide le vite degli altri passare sotto le luci a neon.
Alla sera osservavano stupide le vite degli altri passare sotto le luci a neon.
Sempre più spesso le formiche morivano, schiacciate dalle briciole, cadendo dagli alberi o sotto la puzza del baigon. Cosicchè un giorno cominciarono ad incazzarsi e organizzandosi in sindacati, indissero uno sciopero.
Le formiche da quel giorno iniziarono a mangiare le briciole che gli bastavano alla sopravvivenza non mettendo più nulla da parte. Alla sera in compagnia delle cicale affamate, iniziarono a guardare la vita degli altri che passava sotto le luci al neon.
Le cicale dal canto loro, non trovarono più sostentamento nelle risorse ormai esaurite delle formiche e con il tempo, smisero di cantare e la sera, stanche e prive di energia si addormetarono.
Le formiche, che apprezzavano sempre di più la vita notturna, non furono più in grado di riprendere il lavoro e mangiarono tutte le cicale morte.
il bosco in breve tempo perse il suo ritmo autistico e la vita si spense...
MA ALMENO STE CAZZO DE CICALE NON RUPPERO PIU' I COGLIONI!
Le formiche da quel giorno iniziarono a mangiare le briciole che gli bastavano alla sopravvivenza non mettendo più nulla da parte. Alla sera in compagnia delle cicale affamate, iniziarono a guardare la vita degli altri che passava sotto le luci al neon.
Le cicale dal canto loro, non trovarono più sostentamento nelle risorse ormai esaurite delle formiche e con il tempo, smisero di cantare e la sera, stanche e prive di energia si addormetarono.
Le formiche, che apprezzavano sempre di più la vita notturna, non furono più in grado di riprendere il lavoro e mangiarono tutte le cicale morte.
il bosco in breve tempo perse il suo ritmo autistico e la vita si spense...
MA ALMENO STE CAZZO DE CICALE NON RUPPERO PIU' I COGLIONI!
domenica, febbraio 17, 2008
Matrix
sabato, febbraio 16, 2008
Dice...

Enzo Biagi lasciò la Rai per ottenere una elevata liquidazione
"Mi sono battuto perché Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in lui il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato"
Le figlie di Biagi hanno replicato:
'Una "ignominia", una "falsità" contraddetta da carte che possono documentare tutto'
Traduzione: SUCA!
giovedì, febbraio 14, 2008
Il caffè - Conclusione
Ho pensato a lungo a come far avvenire l’incontro di Malcom con la Sig.na DeMinchis e Barbie cinese, rispettando i ruoli rappresentati dai tre personaggi de “il caffè”…
Nella mia testa stamattina quest’incontro me lo so immaginato così:
Momo veste col il vestito gessato elegante, il vestito della domenica direbbe lui!
Pero non è domenica e lui quella mattina cerca lavoro, come molte mattine da un anno a questa parte.
Dopo il colloquio di quel giorno alla sFIgAT di Torino, mentre aspetta un treno che lo riporti a Milano, Momo legge le notizie che vengono dalla Thyssen e mangia una pizza di plastica da 5euro.
Il pensiero è ai suoi capelli:
“vale la pena attaccarsi al diritto di apparire rasta in un Italia che non riconosce ai lavoratori nemmeno il diritto a lavorare in sicurezza?”
Questa cosa pensa Momo mentre costata che altre persone più sfortunate avrebbero anche cambiato la propria nazionalità o il colore della pelle pur di accedere alla categoria lavorativa in cui lui un giorno si sarebbe neutralizzato…
Di ritorno a Milano, Momo entra nel primo baretto della stazione della metropolitana e ordina un caffè alla cameriera cinese…
Al bancone del bar, più in là rispetto a lui, c’era la sign.na De Minchis.
Momo ancora non sapeva che un giorno l’avrebbe coinvolta in questa storia, nemmeno la signorina lo pensava né tuttora lo immagina; la vicenda accaduta in effetti rappresentava per lei solo una storia di ordinaria discriminazione…
Quando Malcom arriva nel bar, pensa ancora alla sua bancarella, forse si pente di averla lasciata 10 minuti incustodita, forse pensa che avrebbe volentieri fatto l’elemosina al disgraziato che avrebbe trovato il coraggio di rubare ad un altro disgraziato come lui.
Nel momento in cui Malcom si avvicina al balcone e sta per ordinare il suo caffè, la sig.na De Minchis repentinamente si ritrae e prende con se la sua borsa come a proteggerne il contenuto.
Malcom che nella vita ha sempre dovuto ingoiare l’amarezza, questa volta sbotta:
“signora stia tranquilla non voglio i suoi soldi! Sono qui per un caffè!”
Nella mia testa stamattina quest’incontro me lo so immaginato così:
Momo veste col il vestito gessato elegante, il vestito della domenica direbbe lui!
Pero non è domenica e lui quella mattina cerca lavoro, come molte mattine da un anno a questa parte.
Dopo il colloquio di quel giorno alla sFIgAT di Torino, mentre aspetta un treno che lo riporti a Milano, Momo legge le notizie che vengono dalla Thyssen e mangia una pizza di plastica da 5euro.
Il pensiero è ai suoi capelli:
“vale la pena attaccarsi al diritto di apparire rasta in un Italia che non riconosce ai lavoratori nemmeno il diritto a lavorare in sicurezza?”
Questa cosa pensa Momo mentre costata che altre persone più sfortunate avrebbero anche cambiato la propria nazionalità o il colore della pelle pur di accedere alla categoria lavorativa in cui lui un giorno si sarebbe neutralizzato…
Di ritorno a Milano, Momo entra nel primo baretto della stazione della metropolitana e ordina un caffè alla cameriera cinese…
Al bancone del bar, più in là rispetto a lui, c’era la sign.na De Minchis.
Momo ancora non sapeva che un giorno l’avrebbe coinvolta in questa storia, nemmeno la signorina lo pensava né tuttora lo immagina; la vicenda accaduta in effetti rappresentava per lei solo una storia di ordinaria discriminazione…
Quando Malcom arriva nel bar, pensa ancora alla sua bancarella, forse si pente di averla lasciata 10 minuti incustodita, forse pensa che avrebbe volentieri fatto l’elemosina al disgraziato che avrebbe trovato il coraggio di rubare ad un altro disgraziato come lui.
Nel momento in cui Malcom si avvicina al balcone e sta per ordinare il suo caffè, la sig.na De Minchis repentinamente si ritrae e prende con se la sua borsa come a proteggerne il contenuto.
Malcom che nella vita ha sempre dovuto ingoiare l’amarezza, questa volta sbotta:
“signora stia tranquilla non voglio i suoi soldi! Sono qui per un caffè!”
“Ma come le viene in mente! Io non ho detto nulla, già è tanto che Ti ospitiamo in Italia Noi e ti permetti pure di rivolgerti in questo modo invece di ringraziare…”
“Signora lei si è presa la sua borsa con entrambe le mani, le ripeto che non penso di derubarla”
La Sig.na De Minchis ritenendosi ancora molto virtuosa nonostante la profezia del suo parroco, decide di avere pazienza e inizia ad ignorare quest’uomo nero e le sue parole.
Barbie cinese, da dietro il bancone, poggiando il terzo caffè interviene sull’uomo nero:
“Ehi tu lascia stale i miei clienti!”
Malcom a quel punto non ci vede più:
La Sig.na De Minchis ritenendosi ancora molto virtuosa nonostante la profezia del suo parroco, decide di avere pazienza e inizia ad ignorare quest’uomo nero e le sue parole.
Barbie cinese, da dietro il bancone, poggiando il terzo caffè interviene sull’uomo nero:
“Ehi tu lascia stale i miei clienti!”
Malcom a quel punto non ci vede più:
“E PERCHE’ IO COSA SONO?!”
Momo gli da ragione mentre esce dal baretto, pensando che quella a cui ha assistito non è una scena come un’altra anche se è una scena ordinaria,
queste sono storie di ordinaria discriminazione dell’Italia di oggi…
e non si può mai prendere un caffè in pace!
Momo gli da ragione mentre esce dal baretto, pensando che quella a cui ha assistito non è una scena come un’altra anche se è una scena ordinaria,
queste sono storie di ordinaria discriminazione dell’Italia di oggi…
e non si può mai prendere un caffè in pace!
giovedì, febbraio 07, 2008
Il caffè - Barbie cinese

Barbie cinese,
lavora a Milano in un bar della stazione della metropolitana;
Si ritiene fortunata perchè dopo tanti stenti finalmente ha trovato un lavoro regolare e ha visto riconoscersi il suo diritto alla sopravvivenza.
la sua vita non è mai stata facile.
Si mise in viaggio qualche tempo fa per scoprire l’occidente, terra verso cui molte sue amiche si erano proiettate negli ultimo ventennio.
dicevano che avrebbero trovato case da sogno, mariti muscolosi e fedeli, macchine lussuose, cani di razza a guardia della loro proprietà privata.
Il mondo occidentale per loro ha sempre rappresentato la vita ideale per sfuggire alla oppressione ed alle condizioni di vita in cui erano state costrette a vivere fino a quel momento.
Barbie cinese dal canto suo non cercava, partendo, di trovare chissà che cosa,
il suo pensiero era completamente catturato dal pericolo che, dopo l’aviaria, aveva maggiormente spaventato i suoi concittadini. Barbie cinese aveva paura che la Mattel le avrebbe prodotto dei figli dagli occhi inabili a causa delle contaminazioni di piombo e metalli pesanti.
"se ploplio devono avele li occhi a mandolla (che a me non piaciono!), almeno siano sani!".
Con questa preoccupazione è partita alla volta della sua vita da sogno nella casa da sogno di Barbie.
Appena arrivata si è resa subito conto che quello che si diceva sulla vita nella società capitalistica non corrispondeva esattamente allo stereotipo che questa stessa società esportava di sé.
La casa da sogno in realtà era un palazzo sventrato dalle bombe degli eserciti in miniatura, all’interno del quale alloggiavano decine di persone tra cui mazinga, goldrake e una serie di altri individui di altre razze. Tutti erano stati abbandonati ora che la playstation la faceva da padrone.
Il principe azzurro Ken era costretto a vendere giornali ai semafori e solo quando ha cominciato a perdere i capelli Barbie cinese ha iniziato a intuire che fine avesse fatto il suo pene.
La macchina di lusso aveva perso una ruota e lì dentro, da quel dì, ci viveva stabilmente un cane da guardia di razza pechinese con le zampe a pallini di lana e il corpo completamente rasato; da quando gli avevano strappato via la testa non aveva più il coraggio di farsi vedere in giardino e la casa di barbie cinese era diventata una casa d’appuntamenti dove anche ‘barbie naziskin’ e ‘barbie culo in faccia’ risiedevano senza pagare alcuna pigione.
Il timore di essere buttata via nella scatola dei "giocattoli per i bambini poveri" da subito ha fatto si che barbie cinese di rimboccasse le maniche e si dedicasse per 12 ore al giorno al suo impiego alla stazione di S. Donato milanese.
Quel pomeriggio di settembre, come ogni pomeriggio, stava scaldando pizzette e facendo caffè agli impiegati in transito.
lavora a Milano in un bar della stazione della metropolitana;
Si ritiene fortunata perchè dopo tanti stenti finalmente ha trovato un lavoro regolare e ha visto riconoscersi il suo diritto alla sopravvivenza.
la sua vita non è mai stata facile.
Si mise in viaggio qualche tempo fa per scoprire l’occidente, terra verso cui molte sue amiche si erano proiettate negli ultimo ventennio.
dicevano che avrebbero trovato case da sogno, mariti muscolosi e fedeli, macchine lussuose, cani di razza a guardia della loro proprietà privata.
Il mondo occidentale per loro ha sempre rappresentato la vita ideale per sfuggire alla oppressione ed alle condizioni di vita in cui erano state costrette a vivere fino a quel momento.
Barbie cinese dal canto suo non cercava, partendo, di trovare chissà che cosa,
il suo pensiero era completamente catturato dal pericolo che, dopo l’aviaria, aveva maggiormente spaventato i suoi concittadini. Barbie cinese aveva paura che la Mattel le avrebbe prodotto dei figli dagli occhi inabili a causa delle contaminazioni di piombo e metalli pesanti.
"se ploplio devono avele li occhi a mandolla (che a me non piaciono!), almeno siano sani!".
Con questa preoccupazione è partita alla volta della sua vita da sogno nella casa da sogno di Barbie.
Appena arrivata si è resa subito conto che quello che si diceva sulla vita nella società capitalistica non corrispondeva esattamente allo stereotipo che questa stessa società esportava di sé.
La casa da sogno in realtà era un palazzo sventrato dalle bombe degli eserciti in miniatura, all’interno del quale alloggiavano decine di persone tra cui mazinga, goldrake e una serie di altri individui di altre razze. Tutti erano stati abbandonati ora che la playstation la faceva da padrone.
Il principe azzurro Ken era costretto a vendere giornali ai semafori e solo quando ha cominciato a perdere i capelli Barbie cinese ha iniziato a intuire che fine avesse fatto il suo pene.
La macchina di lusso aveva perso una ruota e lì dentro, da quel dì, ci viveva stabilmente un cane da guardia di razza pechinese con le zampe a pallini di lana e il corpo completamente rasato; da quando gli avevano strappato via la testa non aveva più il coraggio di farsi vedere in giardino e la casa di barbie cinese era diventata una casa d’appuntamenti dove anche ‘barbie naziskin’ e ‘barbie culo in faccia’ risiedevano senza pagare alcuna pigione.
Il timore di essere buttata via nella scatola dei "giocattoli per i bambini poveri" da subito ha fatto si che barbie cinese di rimboccasse le maniche e si dedicasse per 12 ore al giorno al suo impiego alla stazione di S. Donato milanese.
Quel pomeriggio di settembre, come ogni pomeriggio, stava scaldando pizzette e facendo caffè agli impiegati in transito.
venerdì, febbraio 01, 2008
La giusta distanza dell' Afrika korp

Stamane Momo osservava una di quelle aiuole che si trovano sul ciglio delle strade,
più che aiuole sono dei quadrati di terra esentati dal cemento.
C'erano delle piantine spontanee, tutte simili, ma nessuna uguale all'altra chè nessuno era andato lì a potarle o sistemarle come si deve;
Pensava che probabilmente all'inizio ce n'era una sola di ste piantine qua nell'aiuola, poi con il tempo si è formata una colonia che ha occupato tutto lo spazio a disposizione, ed ogni piantina appena nata si è andata a disporre nello spazio circostante, mantenendo sempre la giusta distanza dalle altre che l'avevano preceduta.
La giusta distanza serve alle piantine per avere lo stesso accesso alla terra all'acqua e alla luce del sole. E non è che le piantine abbiamo i sensi per rendersi conto che i loro familiari sono tutti li intorno, nemmeno ce li hanno per sistemarsi, mentre spuntano dal terreno, alla distanza corretta; loro lo fanno semplicemente perché è naturale che accada in questo modo.
E quando si vedono i giardini signorili con le piantine tutte uguali, tutte sistemate a schiere, tutte oppresse l'una dai germogli dell'altra, tutte in riga...beh questo a Momo non piace! E' innaturale.
più che aiuole sono dei quadrati di terra esentati dal cemento.
C'erano delle piantine spontanee, tutte simili, ma nessuna uguale all'altra chè nessuno era andato lì a potarle o sistemarle come si deve;
Pensava che probabilmente all'inizio ce n'era una sola di ste piantine qua nell'aiuola, poi con il tempo si è formata una colonia che ha occupato tutto lo spazio a disposizione, ed ogni piantina appena nata si è andata a disporre nello spazio circostante, mantenendo sempre la giusta distanza dalle altre che l'avevano preceduta.
La giusta distanza serve alle piantine per avere lo stesso accesso alla terra all'acqua e alla luce del sole. E non è che le piantine abbiamo i sensi per rendersi conto che i loro familiari sono tutti li intorno, nemmeno ce li hanno per sistemarsi, mentre spuntano dal terreno, alla distanza corretta; loro lo fanno semplicemente perché è naturale che accada in questo modo.
E quando si vedono i giardini signorili con le piantine tutte uguali, tutte sistemate a schiere, tutte oppresse l'una dai germogli dell'altra, tutte in riga...beh questo a Momo non piace! E' innaturale.
La stessa cosa Momo pensava che dovrebbe accadere per l'uomo.
E' innaturale quando gli uomini si mettono in riga, quando si allineano, quando sono costretti ad apparire sovrapposti e identici per creare una visione d'insieme, una coreografia e non si apprezza più la qualità del singolo.
E' innaturale quando sono costretti a vivere uno addosso all'altro e quando non gli viene riconosciuta, per così dire, la giusta distanza.
lunedì, gennaio 28, 2008
Ingegneri
Mangiando un Kinder Cereali Momo fa il check della topic-list...
non riesce a ricostruire il post che aveva in mente,
la sua schedula è quick, la sua memoria busy.
Proverà a fare lo shutdown!
Prego controllare che al riavvio di Momo appaia il post di oggi...
non riesce a ricostruire il post che aveva in mente,
la sua schedula è quick, la sua memoria busy.
Proverà a fare lo shutdown!
Prego controllare che al riavvio di Momo appaia il post di oggi...
domenica, gennaio 27, 2008
Il caffé - La Sig.na De Minchis
La Sig.na De Minchis ha 70 anni e vive da sola,
dopo la morte della sorella vive nella sua villa in pieno centro circondata da un personale di servizio di nazionalità molto variegata.
Sollevata da ogni preoccupazione e responsabilità conduce una vita "regolare", frequentando la gente per bene della Milano bene, facendo la sua offerta alla parrocchia che frequenta dall'età di 10 anni e rimproverando i suoi servitori subalterni di non aver mai avuto ambizioni nella vita.
In gioventù non è mai stata corteggiata da qualcuno che fosse adeguato al suo lignaggio e questo potrebbe essere stato il motivo della sua profonda diffidenza nei confronti del sesso maschile.
Mano a mano che il tempo è passato e la sua virtù si è conservata, inviolata da tutti salvo che da sè medesima, dentro di lei ha cominciato a farsi strada l'idea che la sua verginità fosse in realtà un dono che le avrebbe permesso l'entrata a pieno titolo nel regno dei cieli.
Questo pensiero non è stato inizialmente scalfito quella domenica di settembre in cui il vecchio parroco, durante la sua omelia, sentenziava che la verginità conservata senza sacrificio non costituisce virtù, e che il cattolico virtuoso è quello che conosce il piacere del peccato e sceglie, nelle sue azioni, di rinunciarvi.
La De minchis, aveva bisogno di riflettere un pò sulla irrituale dichiarazione del prelato e prima di andare a mangiare i suoi cappelletti al brodo, decide di prendere un caffé nel bar della metropolitana...
Sollevata da ogni preoccupazione e responsabilità conduce una vita "regolare", frequentando la gente per bene della Milano bene, facendo la sua offerta alla parrocchia che frequenta dall'età di 10 anni e rimproverando i suoi servitori subalterni di non aver mai avuto ambizioni nella vita.
In gioventù non è mai stata corteggiata da qualcuno che fosse adeguato al suo lignaggio e questo potrebbe essere stato il motivo della sua profonda diffidenza nei confronti del sesso maschile.
Mano a mano che il tempo è passato e la sua virtù si è conservata, inviolata da tutti salvo che da sè medesima, dentro di lei ha cominciato a farsi strada l'idea che la sua verginità fosse in realtà un dono che le avrebbe permesso l'entrata a pieno titolo nel regno dei cieli.
Questo pensiero non è stato inizialmente scalfito quella domenica di settembre in cui il vecchio parroco, durante la sua omelia, sentenziava che la verginità conservata senza sacrificio non costituisce virtù, e che il cattolico virtuoso è quello che conosce il piacere del peccato e sceglie, nelle sue azioni, di rinunciarvi.
La De minchis, aveva bisogno di riflettere un pò sulla irrituale dichiarazione del prelato e prima di andare a mangiare i suoi cappelletti al brodo, decide di prendere un caffé nel bar della metropolitana...
martedì, gennaio 22, 2008
Il caffé - Malcom

Protagonisti: Malcom, Sig.na De Minchis, Barbie cinese, Momo
Malcom ha 30 anni e nella sua vita ha fatto:
la guida turistica;
l'autista;
ha attraversato il deserto;
ha lavorato in Marocco nei cantieri edili;
ha lavorato in Spagna da cui è fuggito durante la settimana santa dopo un incontro con una strana processione del KuKluxKlan a Siviglia...
Nel 2003 è arrivato in Italia, in Puglia dove ha percorso tutte le spiagge nell'intento di vendere incensi e racchettoni ai bagnanti;
ha fatto il venditore ambulante di CD, calzini, libri di poeti senegalesi a S. Oronzo a Lecce;
Durante il periodo pasquale 2004 si è visto costretto a scappare anche dalla Puglia perché quelli del KuKluxKlan l'avevano seguito sino a Taranto e volevano metterlo in un centro di accoglienza, ma lui intuiva che non era una cosa buona e giusta.
Arrivato a Milano, vive le sue giornate scontrando il suo destino con quello degli impiegati che ogni giorno varcano indifferenti i tornelli della metropolitana...
Nessuno compra nulla quella mattina di settembre e Malcom decide di abbandonare il suo lenzuolo pieno di cianfrusaglie di pelletteria e si dirige verso il bar della stazione per fare il pieno di caffeina e prolungare la speranza di qualche ora...
domenica, gennaio 20, 2008
LA RAGIONE
martedì, dicembre 04, 2007
CORBATAS

Momo si alza alle 7:30 del mattino.
Un richiamo di responsabilità lo sollecita e lo scuote nel sonno fino a fargli drizzare le antenne in attesa forse della sveglia, che però non suona mai.
Che poi in fondo responsabilità de chè?
Fingere di cercare un lavoro semplicemente continuando a ficcare la faccia, ancora pasticciata dalle righe del cuscino, sul monitor del suo portatile.
Cerca un improbabile cantiere in Madagascar che recluti “giovani” (27anni portati bene), “neolaureati” (fra un po’ famo n’anno) rasta nel cuore e in testa per Mille Euro Rinzecchiti ma Degni Al mese.
Momo pensa che farebbe di tutto per avere una collocazione nel sociale, mentre, ancora sotto il tepore delle coperte porta le gambe ed il bacino sulla destra e da uno strappo fino a far crocchiare tutte le vertebre della spina dorsale.
Perché sarà poi Milano la città prescelta? Forse perché a Milano ci sono più libertà, più opportunità, più civiltà, meno pregiudizi, beh comunque fatto sta, il suo corpo ha preso possesso dell’appartamento in via Tibaldi, e quindi lui qui deve rimanere, almeno fisicamente; ma il suo pensiero è ancora in Messico ancora a parlare con quelle persone povere ma umane che nulla hanno a che fare con le vite scandite dal ritmo dei semafori e dai vassoi messi in fila uno dietro l’altro in attesa di un pasto realizzato nella catena di montaggio della mensa aziendale.
Addenta una nastrina mentre pensa all’eventualità di cercare un lavoro alla PEMEX a città del Messico, addenta la nastrina e pensa: “sàcate la corbata y veràs que respiras mejor!”
Che poi in fondo responsabilità de chè?
Fingere di cercare un lavoro semplicemente continuando a ficcare la faccia, ancora pasticciata dalle righe del cuscino, sul monitor del suo portatile.
Cerca un improbabile cantiere in Madagascar che recluti “giovani” (27anni portati bene), “neolaureati” (fra un po’ famo n’anno) rasta nel cuore e in testa per Mille Euro Rinzecchiti ma Degni Al mese.
Momo pensa che farebbe di tutto per avere una collocazione nel sociale, mentre, ancora sotto il tepore delle coperte porta le gambe ed il bacino sulla destra e da uno strappo fino a far crocchiare tutte le vertebre della spina dorsale.
Perché sarà poi Milano la città prescelta? Forse perché a Milano ci sono più libertà, più opportunità, più civiltà, meno pregiudizi, beh comunque fatto sta, il suo corpo ha preso possesso dell’appartamento in via Tibaldi, e quindi lui qui deve rimanere, almeno fisicamente; ma il suo pensiero è ancora in Messico ancora a parlare con quelle persone povere ma umane che nulla hanno a che fare con le vite scandite dal ritmo dei semafori e dai vassoi messi in fila uno dietro l’altro in attesa di un pasto realizzato nella catena di montaggio della mensa aziendale.
Addenta una nastrina mentre pensa all’eventualità di cercare un lavoro alla PEMEX a città del Messico, addenta la nastrina e pensa: “sàcate la corbata y veràs que respiras mejor!”
venerdì, febbraio 02, 2007
La maledizione di MocteZuma

Ho trascorso tutta la vacanza vantandomi con gli altri italiani del fatto di non aver sofferto mai di problemi allo stomaco dovuti ad un regime alimentare alquanto diverso dal nostro...
Il museo di antropologia di città del messico, contenitore affascinante di tutte le culture preispaniche, ha reso giustizia colpendo il mio corpo nella parti a me più care: stomaco, intestino e vie urinarie.
Dopo aver guardato negli occhi le divinità maya conservate nel museo, sono scappato via dalla sala cercando il posto più congeniale alla reimmissione in natura (via orale) di tutto ciò che avevo precedentemente ingerito.
Le tartarughe ed i pesci dello stagno nel cortile interno dell'edificio, hanno gradito la merenda che ho loro devoluto senza ritegno; i poliziotti, che non avevano idea di come arrestare un evento così imprevedibile e sgradito, hanno gradito un pò meno.
Per quanto mi riguarda, mi sono scusato, ho pulito con qualche secchiata d'acqua e abbandonando il posto li ho lasciati sconvolti a decidere sul da farsi girando intorno al mio vomito disperso a pochi metri dalla "ceiba", l'albero sacro della vita.
Gli ultimi due giorni a città del messico li ho trascorsi a letto, prendendo 3 pillole differenti, spesso vomitando quello che ingerivo, febbre a 38-39 e 2 punturine nel sedere al giorno.
Per fortuna vivevo con messicani che molto spesso scambiano l'ospitalità con la totale dedizione a soddisfare i bisogni altrui...mi hanno trattato come un componente della loro stessa famiglia.
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- momo ed io non siamo molto compatibili ma dobbiamo rassegnarci a convivere.



