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domenica, luglio 06, 2008

Una strizzata sulla testa...

L'altro giorno Momo era lì seduto al tavolino a fare l'aperitivo.
Erano alcuni giorni ormai che non pensava alla sua gastrite cronica microerosiva...
Seduto sullo sgabelllone Momo ascoltava le lamentele che la persona che aveva di fronte aveva assorbito durante la settimana lavorativa e piano piano gli strizzava sulla testa.
Il tutto però riusciva a malapena a bagnargli i capelli, poi gradualmente scivolava via senza riuscire a penetrargli le suture del cranio.
Piuttosto Momo pensava che "il progress" a lavoro era stato positivo, che quella sera avrebbe incontrato il Brado nella sua "tana"...
Una volta lì, Momo avrebbe strizzato a sua volta le lamentele sulla testa del brado e da lì sarebbero scivolate via per sempre...
Pensava piuttosto che l'indomani avrebbe preso un treno per il nordest,
che a Padova avrebbe incontrato una vecchia amica,
che con lei avrebbe rivisto le foto di 15 anni prima con ancora i volti strappati e le facce cancellate dalle sofferenze premature di quella lontana adolescenza...
E in quelle foto avrebbe rivisto il mare e si sarebbe ricordato di quello che era stato, della vergogna di venire ritratto, degli amori fatti di sguardi e parole non dette e dei compagni che sono sempre lì, pronti ancora a condividere un pezzo di questa insensata esistenza.

giovedì, giugno 19, 2008

Intervallo

Nell'intervallo capita che ti metta a scrivere senza necessariamente sapere quello che scriverai.
Dopotutto, questo spesso capita anche ai professori...dico di iniziare a scrivere senza sapere bene quello che scriveranno...

A volte nell'intervallo si scrive solo per tenere impegnato il cervello, come se il solo atto di scrivere o leggere sia nobilitante in sè. Ci aiuti a non vanificare i 15 minuti che intercorrono fra il primo ed il secondo tempo di una partita.
A volte nell'intervallo si legge. A volte si legge la prima cosa che passa sotto il naso: forse la pubblicità dei computer, forse l'oroscopo, a volte il quotidiano gratuito che distrattamente ci siamo infilati sotto il braccio correndo in metropolitana; forse lo si fa per sentire che oggi ci si è informati, si è letto un quotidiano...
forse solo per tenere impegnato il cervello ed evitare di farsi rubare i 30 minuti che la vettura ogni giorno impiega da lavoro a casa.
Forse nell'intervallo si scrive e si legge qualunque cosa perchè il nostro psicologo ci ha raccomandato di non fermarci mai a fissare il vuoto,
forse per continuare a sentirci esseri pensanti, intelligenti, umani...
Forse nell'intervallo si legge e si scrive sempre e comunque, sempre e qualunque cosa semplicemente per non continuare a sentirci delle bestie...
E sentire che tutto ha un senso.
Che il mondo in qualche modo gira secondo un ordine razionale.

mercoledì, maggio 14, 2008

Un treno pulito è più bello

Il post di oggi avrebbe dovuto parlare di interviste, integrazione, ranocchie, sassi e schifezze, ma dopo averlo scritto, mentre riponevo in borsa il pezzo di carta, mi son reso conto che il tutto era stato scritto su un pezzo del sacchetto che trenitalia mette a disposizione dei passeggeri.
Un sacchetto che recita: Un treno più pulito è più bello.

Che poi questo sacchetto quì doveva avere l'obiettivo di raccogliere involucri di merendine, biglietti del treno usati, giornali letti, giornali solo sfogliati e mozziconi di sigarette consumate nei quattro minuti di sosta a Bologna Centrale, Firenze S.M.N. o Roma Termini.

Io invece l'ho usato per un altro scopo, in definitiva ho scritto il post, che doveva parlare di di interviste, integrazione, ranocchie, sassi e schifezze, su di un sacchetto di cellulosa che come obiettivo nella vita doveva raccogliere altra cellulosa...
Il sacchetto, ho pensato, non è altro che un albero che è morto allo scopo di contenere le spoglie di altri alberi morti;
per me invece, che non avevo alberi morti da seppellire, il sacchetto è stato utile per scrivere la bozza di un articolo che però verrà pubblicato su un foglio elettronico, ma non adesso,
un'altra volta...

martedì, aprile 08, 2008

Elettori del Futuro

Spetta spetta che stò pè pià il treno high velocity, passo sul ponte very long, e attraverso il traforo del futuro nell'uranio alpino, saluto cò la manina i miricani nella casa-base di Vicenza che imbracciano i fucili mentre mandano un siluro killer sulle schede elettorali "troppo difficili" e le bruciano nel rogo delle libertà della festa della democrazia più democratica del mondo...mi recherò nel luogo predestinato all'ora predestinata... se non faccio ritardo a causa dei lavavetri che ritardano i trenini del futuro perchè ci vogliono pulì i vetri e vende fazzoletti a ogni passaggio a livello, e non capiscono che nei trenini del futuro manco s'abbassa il finestrino per comprà i fazzoletti che te li devono vendere a bordo, quelli del futuro mentre sorseggi un caffè del futuro e mangi un sandwich del futuro.
Il capotreno annuncia ritardo, l'arrivo al seggio è previsto "IN FUTURO".

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momo ed io non siamo molto compatibili ma dobbiamo rassegnarci a convivere.