venerdì, febbraio 02, 2007

La maledizione di MocteZuma


Ho trascorso tutta la vacanza vantandomi con gli altri italiani del fatto di non aver sofferto mai di problemi allo stomaco dovuti ad un regime alimentare alquanto diverso dal nostro...
Il museo di antropologia di città del messico, contenitore affascinante di tutte le culture preispaniche, ha reso giustizia colpendo il mio corpo nella parti a me più care: stomaco, intestino e vie urinarie.
Dopo aver guardato negli occhi le divinità maya conservate nel museo, sono scappato via dalla sala cercando il posto più congeniale alla reimmissione in natura (via orale) di tutto ciò che avevo precedentemente ingerito.
Le tartarughe ed i pesci dello stagno nel cortile interno dell'edificio, hanno gradito la merenda che ho loro devoluto senza ritegno; i poliziotti, che non avevano idea di come arrestare un evento così imprevedibile e sgradito, hanno gradito un pò meno.
Per quanto mi riguarda, mi sono scusato, ho pulito con qualche secchiata d'acqua e abbandonando il posto li ho lasciati sconvolti a decidere sul da farsi girando intorno al mio vomito disperso a pochi metri dalla "ceiba", l'albero sacro della vita.
Gli ultimi due giorni a città del messico li ho trascorsi a letto, prendendo 3 pillole differenti, spesso vomitando quello che ingerivo, febbre a 38-39 e 2 punturine nel sedere al giorno.
Per fortuna vivevo con messicani che molto spesso scambiano l'ospitalità con la totale dedizione a soddisfare i bisogni altrui...mi hanno trattato come un componente della loro stessa famiglia.

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momo ed io non siamo molto compatibili ma dobbiamo rassegnarci a convivere.